giovedì 26 febbraio 2009

Dove sono?
Piccoli spasmi mi pungolano il cuore.
Impercettibili.
Li fermo.
Le dita nella corteccia.
A caccia del respiro di un albero.
Per poterlo raccontare.
O forse per soffocarlo.
E nutrirmi del suo sangue.
Che è anche mio.
Dove sono?
Plasmano il respiro.
Come argilla.
O come fango.
Spasmi grondano di solitudine.
Spalmata qua.
Sul mio collo.
A volte lo stritolano.
Altre lo baciano.
Come polline nel vento.
Li chiamo battiti.
E poi vita.
Sta soffiando il vento che si chiama vita.
E a volte voglia di vivere.
Ma non è il nome giusto.
Dove sono?
Una strada non è fatta solo di pietra.
O di mattoni incastrati.
Una strada è vita mescolata.
Ed il suo ingorgo purulento.
Esplode nel silenzio di chi non ha voce.
E' nido.
E culla.
E' rifugio di passi strisciati.
E di fughe.
Del loro attrito di volo d'angeli.
In caduta libera.
Di decisioni accortocciate.
Come grattini usati.
Alcova di gatti innamorati.
O solo avidamente supplici.
Posseduti da un demone sconosciuto.
Destinato a farne brandelli di ricordi.
E' banchetto di fame e di dignità.
Dove sono?
Conto le parole.
Ed i miei pezzi.
Ma perdo il conto.
E ricomincio.
Ne manca sempre uno.
Ma non ho il coraggio di ammetterlo.
Mi annuso perchè così esisto.
Ho le prove di me.
Dove sono?
E i miei respiri?
Al bordo di quella strada.
Tra l'odore del tempo.
Sa di pane, olio e foglie disperate.
E non si cancella l'odore del sale.
Invisibile come l'amore.
Dove, dove sono?
Cercarsi, a volte, è più importante che trovarsi.
Siamo fatti solitudine scomposta e ricomposta.

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