domenica 12 febbraio 2012

Le strade di campagna sono bordi irregolari
a pensieri verdi che scorrono sull'asfalto.
La campagna mangia il posto che un tempo le fu tolto.
Se lo riprende e lo macchia di papaveri distratti.
Una lotta contro l'asfalto e contro le ruote che, insensibili,
non smettono di correre.
Segni e destinazioni sconosciute si accavallano.
Una macchina mi taglia la strada ed il fiato.
Ma era un incrocio, e non ammette distrazione.
Nessun pensiero verde a farmi da capanna.
Perchè ogni incrocio potrebbe essere una deviazione.
Un modo per cambiare strada e poi ancora.
Canne ed ulivi e la loro voce muta che si mescola.
Possente l'una e flebile l'altra.
Se solo tutto fosse distinto sarebbe meglio.
Invece quel coro muto quasi ti fascia e ti isola.
Come se la vita fosse un corridoio irregolare.
E dalle mille forme.
Ed il silenzio è la più imbarazzante tra tutte.
E se gli dessimo la forma del sogno,
là a piedi nudi tra l'erba,
con il cielo sulla testa?
Sarebbe così bello che non ci sarebbe neanche il tempo di dirlo.
Ma poi io mi volto e mi accorgo che il tuo amore
sta mordendo scogli lontani
dove non c'è alcuna mia impronta.
E sento tutta la violenza lurida con cui ho tentanto
di dare la forma ai miei sogni e a quelli degli altri.
Anche al tuo.
Senza averlo mai conosciuto.
C'è troppa triste solitudine nel sentirsi soli sotto la stesso cielo.
...

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