lunedì 17 agosto 2009

E li vedevi immergere nell'acqua la loro gioia. E schizzarsela addosso. E contro. la gioia intorno. E l'innocenza feroce. Ognuno abbandonava nelle grida e nel vento le proprie paure di bambini. E si affidava al vento. Danza. E la libertà si disegnava nella loro corsa verso il mare. Fino a fartene percepire l'odore. La tenera fragranza. E a volte la sua furia. Come se scavalcare l'onda fosse la missione della loro vita. E non di quell'istante. E forse è così. Amore è libertà. Lo urlava un volo perplesso di gabbiani. Con una direzione incerta. Ed ogni fremito della terra. E mi ritrovavo ad afferrare l'onda. E a lasciarmi schiaffeggiare dalla sua cresta. Una bimba disegnata con inchiostro invisibile. Tra la spiaggia e la riva. Fino all'onda. L'abbraccio del mare.
Quando osserviamo i bambini osserviamo il futuro.
Ed è per questo che non riusciamo ad impedirci di sorridere.
Libertà.
Una parola che ha un mondo nella pancia.
Libertà.
La casa dell'amore.
Io non so amare.

2 commenti:

  1. liberi non si è se non ci si predispone,non vendersi mai,non farsi rubare il pensiero,esso appartiene soltanto all'uomo libero,chiudere gli occhi per non guardare e accettare quello che il mondo invaso dalla globalizzazione vuole proporci per accettare di divenire i burattini del suo volgare teatrino,così soltanto osservando i bambini potremmo scorgere anche per loro un futuro accettabile.
    grazie per avermi contattata,complimenti per i contenuti del tuo blog.

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  2. Io non so amare. Quante volte l'ho detto vedendo la semplicità degli altri nel farlo, quante volte ho detto di non esserne in grado.
    E mi perdo nelle risa dei bambini, nei ruzzi esitivi dei un mare che si lascia vivere e che regala emozioni.
    Mi perdo nello sguardo dei miei figli e dico "loro sanno amare, me lo insegneranno" e lo fanno in ogni abbraccio, in ogni gioco, nella loro infinita essenza.
    "Non crescete!" e abbasso lo sguardo a questo mio urlo sordido.

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