mercoledì 27 aprile 2016



Ho cercato nei tuoi occhi il Dio che è in te.
Tremava.
Imperfetto e fragile.
Con i contorni leggeri.
Con un mantello di aghi di pino.
E lacrime croccanti come il pane.
Ho vagato nei tuoi occhi.
Devota come una ancella.
Vedevo senza guardare.
E mi lasciavo scivolare dentro i tuoi battiti.
Perchè dentro di te io cercavo me.
Adesso mi lascio accarezzare dalla gioia. Quasi mi fa paura. Goccia dopo goccia. Amare richiede impegno. Non è abitudine. Bisogna rieducarsi alla gioia. Piccoli sorsi. Poco per volta. Tenerla addosso anche quando graffia come una gatta cieca. E respirarla come in un barattolo. Senza una forma.
E mentre ti parlavo mi sembrava di sfilarti la maglietta.
E che tu sfilassi la mia.
E che sopra di noi di fosse solo il cielo.
Nudi di fronte al cielo.
Ad annusare nuvole.
Con una fame immensa dentro.
Dentro di te non ho trovato me.
Io sono qua.
E sono mia.

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