martedì 17 febbraio 2009

Spesso dimentico di dimenticare. Le promesse sono imbuti. Dentro vi scorre la vita negata. Fino a restarne incastrati. Nè dentro. Nè fuori. Sospesi in quell'imbuto. Un viaggio a metà. Incastrati tra volontà. E tutto il resto. L'altro da noi. Il diversamente noi. E mi ricordo di ricordare. Anche se forse è tardi.

Ognuno crede di conoscermi.

Come se io fossi un libro senza copertina.

Ognuno può leggervi dentro.

Tutti credono di conoscerne la fine.

Ma qualcuno ha strappato anche l'ultima pagina.

E non c'è un finale plausibile.





Altrove è solo un posto. Come tanti. Nascosto alla voglia di vederlo. Il rifugio delle volontà interrotte. Dove ci nascondiamo. Dimenticando di tornare a cercarci. E adesso basta. Basta è solo una parola. Sillabe di acanto vorace che chiosano pensieri. Alla fine del salto. Avvinghiandosi alle labbra. E mentre le pronunci quasi le sillabe tirano la pelle. E si stagliano su un cielo improbabile. Afono. Su uno stagno che lo risucchia. E non ne distingui i margini. Tra cielo e palude. Rinnegati ad ogni e qualsiasi primavera. E' un cielo capovolto. Destinato a raccogliere ciò che cade. Come se fosse un prato incapace di cospargersi di sole. Appunto un imbuto. Sotto arriva poco. O nulla.

Non devo dimenticare di ricordare.

E ricordare di dimenticare.

Poi ogni parola troverà il suo posto.

Anche quelle non dette.

Il posto delle parole è quel cielo che si finge campo.

Il campo in cui ogni notte fioriscono stelle.

*Attendo avidamente il nuovo giorno*.

3 commenti:

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  2. Altrove è solo un posto, hai scritto: un posto che si trova "altrove" ... sarebbe bello trovarlo


    Andiamo via, creatura mia,
    via verso l’Altrove.
    Lì ci sono giorni sempre miti
    e campi sempre belli.

    La luna che splende su chi
    là vaga contento e libero
    ha intessuto la sua luce con le tenebre
    dell’immortalità.

    Lì si incominciano a vedere le cose,
    le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
    là le canzoni reali-sognate sono cantate
    da labbra che si possono contemplare.

    Il tempo lì è un momento d’allegria,
    la vita una sete soddisfatta,
    l’amore come quello di un bacio
    quando quel bacio è il primo.

    Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
    ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
    non di rematori, ma di sfrenate fantasie.
    Oh, andiamo a cercare l’Altrove!

    (F. Pessoa, Altrove)

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